Qwarzo rende la carta resistente all'acqua e all'olio

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La carta resistente ad acqua e olio - © www.giornaledibrescia.it

Quando si dice, non basta avere l’idea giusta. Bisogna averla al momento giusto. Lo sa bene l’ingegner Luca Panzeri, fondatore (e ideatore della tecnologia) della Qwarzo, azienda che ha come mission quella della sostituzione della plastica monouso. La società di Rovato ha realizzato una nanotecnologia, al quarzo appunto, che consente di trattare la carta in modo tale da renderla resistente all'acqua, all’olio e alle alte e basse temperature.

Oggi produce circa 2 miliardi di palettine da caffè e gelato in carta quarzata all’anno, servendo il mercato europeo più ancora di quello italiano (lì la proroga della direttiva 904 che mette al bando i prodotti in plastica monouso non è arrivata) ma le potenzialità di business sono molto più ampie.

Lo scenario. Complici, come esplicita il suo fondatore, la nuova sensibilità ambientalista e la normativa europea. «Ho iniziato a proporre questa tecnologia applicata alle palettine da caffè e gelato già nel 2014 ma allora tutti mi risposero picche, convinti che alla fine la plastica non sarebbe mai stata bandita», racconta Panzeri che ci avrebbe «riprovato» anche agli inizi del 2019, ma con lo stesso scarso successo. Poi l’arrivo della direttiva europea, per quanto nel nostro Paese ancora osteggiata da industriali e non solo, ha accellerato il percorso e nell’arco del 2020 l’azienda, divenuta spa nel maggio scorso, ha avuto una vera e propria esplosione, di ordini e di business. Basti pensare che dai circa 500mila euro fatturati nel 2020, il 2021 dalle stime si dovrebbe chiudere con ricavi quadruplicati, mentre il trend di crescita per il 2020 sarà anche maggiore.

«Al momento non c’è competitor, in Italia e in Europa, al nostro business - tira corto Panzeri -: siamo l’unica vera alternativa per la sostituzione della plastica monouso, e lo stanno capendo anche coloro che nella plastica lavorano da sempre». Tanto è vero che è la seconda linea di business di Qwarzo ad essere la più promettente, quella del cosiddetto B2b.

Le linee. Qwarzo, infatti, si occupa anche del trattamento della carta per altri. «Vari produttori ci inviano la carta, noi gliela rispediamo trattata con il nostro rivestimento naturale perché loro possano realizzare le loro produzioni», continua Panzeri che dichiara di aver appena siglato un contratto per una realtà che produce bicchieri monouso, con numeri vicini ai 10 miliardi annui di pezzi. Non meno importante il business della Gdo, dove potrebbe essere impiegata per sostituire le pellicole comunemente usate per gli affettati dei banchi gastronomia. Ma il business potrebbe riguardare anche settori diversi dall’alimentare. Un esempio è quello della moda, che sta già mostrando interesse nei confronti di un materiale sostitutivo alla plastica per la spedizione dei capi di lusso. «Per questo nel 2019 ci siamo trasferiti a Rovato dal lecchese, dove siamo nati - prosegue Panzeri -:qui abbiamo uno stabilimento in grado di reggere all’aumento esponenziale della nostra produzione, oltre che una posizione geografica decisamente centrale». Oggi la Qwarzo conta una ventina di dipendenti, ma la prospettiva è di raddoppiarli entro il 2022.